Sviluppo sostenibile vs Risparmio Energetico

Negli ultimi anni si sente parlare sempre di più di risparmio energetico, sviluppo sostenibile, fonti rinnovabili, sostenibilità ambientale; senza però dare mai una vera spiegazione e creando moltissima confusione concettuale. Infatti i termini sviluppo sostenibile e risparmio energetico molte volte vengono intesi come la stessa cosa e viene frainteso il loro reale significato.

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Il risparmio energetico viene comunemente inteso come tutte quelle soluzioni tecnologiche che permettono la riduzione del fabbisogno di energia primaria di un organismo edilizio durante la sua vita utile. Tale risparmio viene attuato attraverso la progettazione di un involucro edilizio energeticamente efficiente, l’installazione di sistemi di generazione di energia rinnovabile (pannelli solari, fotovoltaici) o altri impianti che permettono di ridurre il fabbisogno di energia primaria dell’edificio.

Il concetto di SOSTENIBILITA’ differisce da tutto ciò, o meglio ingloba anche il consumo energetico e l’inquinamento che i materiali utilizzati implicano durante la loro fase di produzione e stoccaggio.

Il termine nasce però negli anni 70’, quando si vedevano contrapposti i paesi industrializzati, che iniziavano a studiare e considerare gli effetti dell’incremento demografico globale, dell’inquinamento e del consumismo, ai paesi in via di sviluppo che invece dovevano fronteggiare continue situazioni di povertà e di privazione. La crisi petrolifera di quegli anni e l’applicazione di politiche di austerità divenne un occasione di riflessione sull’uso delle fonti rinnovabili che vennero per la prima volta prese in considerazione in alternativa ai combustibili fossili.

Da queste nuove situazione, nel 1972 l’ONU indette la prima conferenza sull’Ambiente Umano, tenutasi a Stoccolma, dove si segnarono i primi passi di cooperazione internazionale in politiche e strategie per lo sviluppo ambientale.

Lo sviluppo sostenibile è un concetto applicabile a tre diversi ambiti:

  • Ambientale
  • Economico
  • Sociale    13.Figura1-280x251

Va inteso come la capacità dell’uomo di arrivare ad uno stadio di sviluppo dove i processi biologici, gli ecosistemi ed i sistemi possono essere mantenuti ad un certo livello indefinitamente.

In ambito ambientale la sostenibilità è considerata una prerogativa essenziale per garantire la stabilità di un ecosistema cioè la capacità di mantenere nel futuro i processi ecologici che avvengono all’interno di un ecosistema e la sua biodiversità. Successivamente il concetto di sostenibilità venne allegato ad altri ambiti, in particolare alla sfera economica e sociale fornendo una definizione più ampia, secondo la quale le 3 condizioni di sostenibilità partecipano assieme alla definizione di benessere e progresso.

La definizione tutt’ora condivisa di Sviluppo Sostenibile rimane quella contenuta nel rapporto Brundtland, elaborato dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo e che prende il nome dall’allora premier norvegese Gro Harlmen Brundtland:

“Lo sviluppo sostenibile, lunghi dall’essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali”.

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